racconti

Giù da questo scoglio

kintsugi

Storia a quattro mani (di Francesca e Giuliano)

F: E se anche questa volta si va in pezzi?
Sospirò buttandosi indietro con la schiena sul vecchio divano di pelle un po’ sgualcito, come i suoi pantaloni.
G: Tanto lo sai che ci vai a vederlo il suo gioco.
Arrotolando una sigaretta piccola e storta.
F: Tanto lo so che ci vado.
Ripetè lei sottovoce.
G: “Giù da questo scoglio, giù nel mare in verticale giù e poi nuotare. Non c’é altro da fare…” canticchiava Giuliano senza togliere gli occhi dalla sigaretta, che più la rigirava e più diventava storta.

F: Mi fanno cagare gli Zen Circus.
G: A me piacciono.
F: Solo a te.
E si sporse in avanti sfilandogli il rotolino bianco dalla mani.

Giuliano alzò appena lo sguardo sulla sua sigaretta che lo abbandonava e se ne andava troppo lontano per essere fumata. Senza prendersela troppo tirò fuori un’altra cartina.
G: Come la storia del vaso… ricominciò a dire.
F: Ah no eh.
Il lampo dell’accendino le illuminò gli occhi scuri e una nuvoletta bianca le nascose per un attimo il viso. Non mi ritirare fuori la questione del vaso rotto e il kintsugi e l’oro per aggiustarlo. Tornando con la schiena contro il vecchio divano. Che ormai sto in pezzi troppo piccoli per assomigliare a un portacenere, figurati un vaso.

Lui ciondolò appena la testa. E si vede che c’è più oro del resto.
Tra le mani aveva un’altra sigaretta storta.Lei lo guardò per un attimo, senza dire niente. Le scappò un sorriso.

F: Fai sigarette di merda.
Gli buttò lì. Che i complimenti proprio non li sapeva gestire.
G: Te devi imparare ad apprezzarla la catastrofe.
F: Parli delle tue sigarette…
G: Io con le sigarette sono bravo.
Alzando il nuovo cilindretto bianco davanti a gli occhi. In effetti sembrava un po’ più dritto.

Booom! E pezzi incandescenti di te in giro. Allargando le mani a simulare un’esplosione.
F: Non ci hai messo robaccia nella mia, vero?
G: Ci ho messo fuochi d’artificio.
F: Fuochi d’artificio… scandì lei piano, scuotendo la testa con aria rassegnata.
G: Brava… quello.
F: Non siamo un po’ vecchi per i fuochi d’artificio? Sembrava un po’ stanca.
G: Mai! Scattando in piedi con l’indice puntato per aria come un generale offeso. Poi tornò giù a sedersi, come si fosse scordato dell’invettiva.

F:”Giù da questo scoglio, giù nel mare in verticale giù e poi nuotare.” canticchiò lei piano pianissimo.
“Non c’é altro da fareee…” fecero coro insieme, ridendo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.