Un trillo acuto di campanella.
Il becco scuro, occhi di mosca, rigida e viscida come il guscio del ghiaccio.
Dovevi essere bella.
Per non farti paura?
Hai rotto una promessa.
Che non ho fatto io… Ne hai? Paura…
No.
Tante promesse sono inutili.
Mi porse piccoli fiori di porpora. Irreali. Veri.
Così belli da metterli su una tomba.
La voce le usciva dagli occhi.
Nemmeno i desideri son mai come te li aspetti.
Un altro trillo, più scuro, quasi uno schiocco di dita.