racconti

E Penelope?

Venivan su dalle pagine lustre ad ogni levar di luna.
In piedi, un po’ obliqui a volte, come le figurine dei libri pop up, che trattengono memoria del loro stare spiaccicate.

Odisseo, bello, astuto e pieno di ingegno. Che poi dici re e hai già detto tutto.

Sempre una spanna più su di Telemaco, poretto. Una vita all’ombra del padre, che poi – già incasinato dalla sua adolescenza, deve pure andare a cercare. E parti Telemaco, che quando torni ti aspettano 20 anni di psicoterapia.

Seduta in angolo ma pronta a mettersi in mezzo. Atena. Perché le Dee mica si immischiano (ufficialmente)… ma questa l’occhio quaggiù lo butta eccome. “Affinità intellettuali”, dice lei, “che io sono cerebrale, niente cose di sesso”. Maddai.

In fondo, un po’ incazzato, sta Poseidone. E c’avrebbe pure ragione dato che Ulisse che deve andare, andare, e per andare va in testa a tutti, gli ha ucciso un figlio, Polifemo. Magari non era un figlio uscito proprio bene, ma sempre un figlio era.

Solo che Ulisse non lo acchiappi mai, e infatti è anche difficile trovarlo in una pagina.
Per 10 minuti combatte contro cose a caso, poi però si incastra un anno tra maghe e maiali e sette (diavolo, sette!) su un’isola che – nomen omen – si chiama casualmente Ogigia

Però bravo Ulisse eh, che sconfigge tutti i non-morti nell’Ade. Via i Giganti, via le sei teste di Scilla, le Sirene, Cariddi e Polifemo (di cui sopra), ma guai a mettergli davanti una femmina. Lui è così… che vuoi fargli. Si confonde, e si perde via per quella ventina d’anni, che costano a Penelope i capelli grigi e tre diotrie, per tessere di notte quella dannata tela.

E dov’è Penelope?

Infrattata a tessere? NO.
Qui Penelope non c’è. Vai a cercarla tra le pagine…

Vedi se è andata da Tiresia: metti che quello, oltre che a spoilerare tutto a Ulisse, non le ha fatto la grazia di dire pure a lei come andava a finire.
Ma Tiresia nega. Solidarietà maschile.

L’unico che glielo dice in faccia, a ‘sto re del cazzeggio, è Argo. Cane centenario che si sta godendo la sua vecchiaia quando torna questo a comandare. Fa a tempo a uscirgli un vaffanculo, che stramazza dall’incazzatura.
Vabbè, Argo, a volte è meglio tacere.

E di Penelope ancora nessuna traccia.
Si sarà infilata nella rilegatura.

I proci fanno un gran casino, e se non ti puoi unire alla festa…
E i buzzurri (che poi son tutti principi e nobili, ma Ulisse è narcisista ed è figo solo lui) son tutti qua che si alzano, si siedono, ogni tanto un tuffo, un aperello, due chiacchiere sugli scogli. Praticamente Mykonos, ma più di nicchia.

Penelope non c’è. Ha lasciato un biglietto.
Non è aspettare, è cosa stai aspettando”.

Non aggiungere altro, sorella.
Potevi portarti il cane però…

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