Cosa vuole quel giullare che balla patetico in mezzo al palco?
Saltella su un piede e sull’altro, che sembra debba cascare sulla sua faccia.
Penzolando come un vecchio a cui il dolore si infila in ogni giuntura,
ti inchioda gli occhi in mezzo alla fronte.
Guardami, Guardami.
La luce gli gira intorno e lo taglia e lui la insegue.
Mi vedi?
Crollerà accasciandosi su se stesso e scoppierà in una crudele risata.
Anche tu riderai?
Lo disprezzerai?
Pensi che gli interessi?
Ma non spegnere la luce.
Non si vede, al buio.
E quello che non vedi, non esiste.
Balla, pagliaccio.
Un giorno questa bambina, che ora sta stretta nelle sue ginocchia e ti guarda con orrore, verrà a cercarti. Ti toglierà i sonagli e il trucco dalla faccia.
La luce dall’alto asciugherà il suo fascio giallo.
Si farà buio.
E nel buio, lei ti vedrà.
Balla, pagliaccio.